Il peso del vuoto. Emilio Prini ieri e oggi

Pasquale Fameli

Abstract


Rispetto ai percorsi dei vari esponenti dell’Arte Povera, quello di Emilio Prini si presenta come il più accidentato e il meno documentato, soprattutto a causa delle modalità operative adottate dall’artista stesso, votate all’eventuale, al transitorio e all’effimero. In questo saggio si riflette sulle opere realizzate da Prini tra il 1967, anno del suo esordio, e i primi anni Settanta, seguendo poi le sue sporadiche tracce fino a oggi, sempre in relazione al contesto italiano e internazionale, ai precetti poveristi di Germano Celant e alle soluzioni degli altri suoi compagni di strada.

Parole chiave


Emilio Prini; Arte Povera; Conceptual Art; Performance; Photography

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DOI: 10.6092/issn.2240-7251/6370

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